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	<title>Romanzi Archivi - Davide Longo</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 26 May 2025 13:53:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Romanzi Archivi - Davide Longo</title>
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	<item>
		<title>La donna della mansarda</title>
		<link>https://www.davidelongo.com/libri/la-donna-della-mansarda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Longo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 13:40:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La sparizione di una celebre artista che da anni si negava al mondo, ritirata in clausura all'ultimo piano di uno strano edificio. Un mistero la cui spiegazione è nascosta negli angoli bui di una mente piena di talento, nella storia di una famiglia, di una casa, di un'intera città.</p>
<p>Dal vincitore del Prix du Polar Européen, un nuovo romanzo con protagonisti Bramard e Arcadipane.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sparizione di una celebre artista che da anni si negava al mondo, ritirata in clausura all&#8217;ultimo piano di uno strano edificio. Un mistero la cui spiegazione è nascosta negli angoli bui di una mente piena di talento, nella storia di una famiglia, di una casa, di un&#8217;intera città.</p>
<p>Dal vincitore del Prix du Polar Européen, un nuovo romanzo con protagonisti Bramard e Arcadipane.</p>
<p>Nell’ottobre del 2013, mentre il commissario Vincenzo Arcadipane e il suo mentore Corso Bramard indagavano su un omicidio in una valle del cuneese, a Torino una donna di trentasette anni scompariva senza lasciare tracce. Niente di clamoroso, se la donna in questione non fosse stata Tina, pittrice di fama internazionale che da tempo viveva rinchiusa nel suo appartamento-studio all’interno della <i>Prora</i>, il bizzarro palazzo progettato dal bisnonno architetto. Quando il caso viene archiviato come allontanamento volontario, Muriel Gallirossi – agente, confidente e tuttofare di Tina – si rivolge a Bramard: è sicura che l’amica sia stata assassinata. Corso sa che le indagini sono state approfondite e che il presunto responsabile ha un alibi di ferro eppure, nemmeno lui saprebbe dire perché – forse a turbarlo sono i quadri di Tina, forse la bellezza di Muriel -, decide di parlarne con Arcadipane.</p>
<p>Corso toglie dalla tasca del giaccone la cartolina del dipinto <i>Chabod’s Hanggirl</i> e gliela mostra. Leonardo Claretta la osserva a lungo.<br />
– Follia.<br />
– Come ha detto?<br />
– Dal latino <i>follis</i>: otre, mantice, ma anche sacco vuoto da cui «folle», nel senso di «testa vuota». Corso guarda gli occhi dell’uomo richiudersi piano, eppure la bocca cercare ancora le parole.<br />
– La <i>Prora</i>, – sussurra infine.<br />
– La <i>Prora</i>? Claretta apre uno degli occhi e annuisce.<br />
– Vada a vederla.<br />
– Va bene.<br />
– Le cose costruite da chi è a un passo dal talento, ma non ce l’ha, hanno sempre qualcosa di grandioso.</p>
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		<title>Requiem di provincia</title>
		<link>https://www.davidelongo.com/libri/requiem-di-provincia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Longo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 13:18:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il dirigente di un grande gruppo industriale è in coma con un proiettile nella testa. Qualcuno col viso coperto da un passamontagna gli ha sparato a sangue freddo sul pianerottolo di casa. Sono cose che non capitano mai nella tranquilla provincia piemontese.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il dirigente di un grande gruppo industriale è in coma con un proiettile nella testa. Qualcuno col viso coperto da un passamontagna gli ha sparato a sangue freddo sul pianerottolo di casa. Sono cose che non capitano mai nella tranquilla provincia piemontese.</p>
<p>È il 1987, Corso Bramard è commissario di polizia e Vincenzo Arcadipane è il suo braccio destro: un salto indietro nel tempo, all&#8217;origine di tutto ciò che ha reso unici e indimenticabili questi personaggi. Con <i>Requiem di provincia</i> Davide Longo scrive un affascinante romanzo dall&#8217;atmosfera inquieta. E senza mai rinunciare al suo misurato quanto irresistibile umorismo, tesse la trama di una vicenda imprevedibile, che sorprende fino all&#8217;ultima pagina.</p>
<p>«La cosa che mi secca, delle storie di Bramard e Arcadipane, è che non le ho scritte io. Forse non sono mai stato abbastanza felice per farlo. O disperato, non so».<br />
<b>Alessandro Baricco</b></p>
<p>Eric Delarue, poco piú di cinquant’anni, origini francesi, bello, istrionico, di successo, sposato con una donna ricca: un po’ per sfotterlo, un po’ per invidia, gli operai della fabbrica di cui era il responsabile lo chiamavano Julio, come Julio Iglesias di cui aveva l’irresistibile sorriso. Chi poteva odiare uno cosí al punto da sparargli sulla porta di casa? Un’indagine che parte in salita vista l’assenza di indizi e testimoni, fino a quando non arriva la rivendicazione di uno sconosciuto gruppo terroristico che sembra convincere le alte sfere della polizia e, soprattutto, i capi della società per cui Delarue lavorava, desiderosi di chiudere in fretta la faccenda. L’unico a non credere alla pista politica è il commissario Bramard, che nessuno prende sottogamba, sebbene in questo periodo la sua mente sia spesso annebbiata dall’alcol. E come lui la pensa il giovane ispettore Arcadipane, che quasi ogni notte lo recupera nelle osterie per rimetterlo in sesto e assicurarsi che il mattino dopo si presenti in questura. I due inseguono la verità muovendosi tra la livida e rugginosa cittadina dov’è avvenuto il fatto e la Torino dell’alta borghesia. Tra i segreti inconfessati di una certa provincia e i tentativi di depistaggio di chi vorrebbe mantenere privati i propri vizi. Un caso davvero complesso, la cui soluzione porterà Bramard e Arcadipane a fare i conti con tutte le sfumature della parola giustizia.</p>
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		<title>La vita paga il sabato</title>
		<link>https://www.davidelongo.com/libri/la-vita-paga-il-sabato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 14:47:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un delitto su cui le alte sfere cercano di mantenere il massimo riserbo.<br />
Un'indagine che si svolge tra i silenzi di un remoto paese di montagna e la chiassosa Roma del cinema, della politica e della corruzione. A legare questi due luoghi tanto diversi, il mistero di una donna che per molti è stata una musa, un sogno, un rimorso.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un produttore cinematografico, fratello di un potente ex ministro democristiano, viene trovato morto dentro la sua Jaguar, abbandonata in una sperduta valle alpina. Sua moglie, un’ex attrice che ha fatto innamorare un’intera generazione, è scomparsa. Incaricato delle indagini, il commissario Arcadipane deve lasciare la sua Torino e trasferirsi temporaneamente a Clot, un grumo di case sorvegliate da una diga che serra la valle come un cappio. Ad attenderlo, gente diffidente e spigolosa e un rebus da far scoppiare la testa. Troppo complicato per non chiamare in aiuto il vecchio amico e mentore Corso Bramard e l’indisciplinata quanto indispensabile agente Isa Mancini, entrambi alle prese con un momento difficile della propria vita. Per arrivare alla verità sarà necessario scavare tra antichi segreti e nuovi egoismi, districando una trama tessuta a piú mani. Fino alla scoperta che per tutti, o quasi, la vita paga il sabato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uomo verticale (nuova edizione)</title>
		<link>https://www.davidelongo.com/libri/luomo-verticale-einaudi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 13:39:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Misteriosi invasori alle porte, le smanie di potere dell’esercito, paura, odio e ferocia che si diffondono. È il crollo del nostro mondo? Un romanzo distopico in cui tutto ci sembra purtroppo sempre piú familiare.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, in un futuro imprecisato, la civiltà è al collasso, la legge e la giustizia un ricordo del passato e per le strade regna la barbarie. Leonardo è un professore universitario, con alle spalle una carriera da scrittore di successo, che dopo l’accusa di aver abusato di una sua studentessa si è ritirato nel paesino in cui è nato. Da anni non scrive e non insegna piú conducendo un’esistenza distante da tutti e tutto. Fino a quando la moglie, che lo aveva lasciato dopo lo scandalo, non si presenta in fuga alla sua porta, per affidargli la figlia Lucia e Alberto, il figlio avuto da un altro compagno. La promessa è di tornare a prenderli, ma la violenza avanza e raggiunge anche la provincia. Della moglie non c’è piú traccia. I tre, insieme al cane Bauhsan, devono mettersi in viaggio, verso Occidente dove pare ci sia salvezza. Li attende un mondo dove il progresso si è sgretolato e gli istinti sono padroni. Un mondo in cui solo aggrappandosi alla propria bussola morale potranno non perdere la strada.</p>
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		<title>Una rabbia semplice</title>
		<link>https://www.davidelongo.com/libri/una-rabbia-semplice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 17:18:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Arcadipane dove gli altri crollano ha sempre trovato «terra di conquista», ma ora si sente stanco; la sua intelligenza, tanto umile quanto ostinata, pare essersi assopita. A destarlo dal torpore è un episodio di violenza come ce ne sono molti. Dietro cui, però, si nasconde un male così insensato da spegnere le parole in bocca.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È una primavera malinconica per il commissario Arcadipane. Ogni strada, ogni bar, ogni osteria della città sono un ricordo. Lui che dove gli altri crollano ha sempre trovato «terra di conquista», ora si sente stanco; la sua intelligenza, tanto umile quanto ostinata, pare essersi assopita. A destarlo dal torpore è un episodio di violenza come ce ne sono molti. Dietro cui, però, si nasconde un male così insensato da spegnere le parole in bocca. Vincenzo Arcadipane ha cinquantacinque anni, un matrimonio fallito alle spalle e un futuro che non promette granché. In più, negli ultimi tempi, si è convinto di avere smarrito l’istinto che lo guidava nelle indagini. Ma quando una donna viene picchiata fuori da una stazione della metropolitana di Torino e il colpevole rintracciato in poche ore, è proprio l’istinto a suggerirgli che qualcosa non torna in quel caso dalla soluzione elementare. Decide quindi di approfondire, con l’aiuto di Corso Bramard, vecchio capo e mentore, e dell’irrequieta agente Isa Mancini: una squadra collaudata cui si aggrega uno strano ex poliziotto dai tratti ossessivi. Insieme si troveranno a scoprire le regole di un gioco folle e letale, una discesa nel mondo sotterraneo della Rete che, girone dopo girone, li porterà là dove «si sbrigano le faccende che non hanno bisogno di occhi».</p>
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		<item>
		<title>Le bestie giovani</title>
		<link>https://www.davidelongo.com/libri/le-bestie-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 17:00:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un orrore che riemerge dal passato. Una strage di cui il commissario Arcadipane cerca invano il motivo, finché non fa i conti con una verità che già avrebbe dovuto conoscere: «Così giocano le bestie giovani, prima di scoprire che i loro artigli non sono fatti per giocare».</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un orrore che riemerge dal passato. Una strage di cui il commissario Arcadipane cerca invano il motivo, finché non fa i conti con una verità che già avrebbe dovuto conoscere: «Cosí giocano le bestie giovani, prima di scoprire che i loro artigli non sono fatti per giocare». Forse dipende dalla struttura fisica solida, resistente, eredità di miseria e fatica, ma per Arcadipane mollare è fuori questione. Perciò, quando in un cantiere alla periferia di Torino vengono alla luce le ossa di dodici corpi – uomini e donne uccisi con un colpo alla nuca – e una squadra specializzata in crimini della Seconda guerra mondiale lo taglia fuori dal caso, lui non ci pensa nemmeno a farsi da parte. E dire che di fastidi ne avrebbe a sufficienza. Ma c&#8217;è un bottone di jeans trovato vicino ai cadaveri che proprio non gli dà pace. Comincia da questo indizio la sua indagine parallela, nella quale coinvolge Isa, una giovane agente dal carattere impossibile, e Corso Bramard, suo vecchio capo e maestro. Con loro porterà alla luce una trama eversiva maturata nel buio degli anni Settanta. Un tentativo di cambiare la storia politica del Paese che qualcuno vuole insabbiare per la seconda volta.</p>
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		<item>
		<title>Maestro Utrecht</title>
		<link>https://www.davidelongo.com/libri/maestro-utrecht/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 16:51:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci apprestiamo dunque a indagare il mistero dei suoi ultimi dieci anni di vita; pronti ad acuire lo sguardo nelle zone d’ombra così come a far schermo agli occhi in quei rari momenti di luce abbagliante, sufficienti tuttavia a far risplendere un’esistenza che non ci si può astenere dal definire straordinaria.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Maestro Utrecht parla ai bambini, conosce gli alberi, disegna gli uccelli e si muove a piedi di paese in paese. Lascia deboli tracce del suo passaggio, come in filigrana, e anche il suo corpo diventa sempre più esile. Davide Longo è a Utrecht quando si imbatte nella storia di Stefano M***, un italiano trovato morto sotto il ponte dell&#8217;autostrada, un mucchietto d&#8217;ossa del peso di dieci chili. Nessuno si presenta al suo funerale, ma un poeta del luogo scrive per lui un elogio funebre ricevendo in risposta una mail di ringraziamento anonima, forse da una donna. Ed è da quella mail che Davide Longo parte per tentare di ricostruire la vita di Stefano, che sulla pagina scritta si fonde con quella di Maestro Utrecht fino a diventare specchi del racconto di una vita. Maestro Utrecht ci accompagna in un viaggio alle radici di una storia e della sua scrittura, in cui la ricerca della verità sfuma lentamente nell&#8217;accettazione della vita, con le sue deviazioni, le sue incongruenze, i suoi misteri. Questo libro è per chi conserva biglietti di cinema, teatro e concerti in un cassetto, per chi ama viaggiare a piedi e fermarsi nelle piazze ad ascoltare le voci in sottofondo, per chi gioca a pallaspugna sui muri di casa, e per chi crede di aver trovato finalmente il luogo dove vuole restare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il caso Bramard</title>
		<link>https://www.davidelongo.com/libri/il-caso-bramard/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 16:50:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo ha inseguito per una vita, ma Autunnale è sempre stato un passo davanti a lui. Fino a adesso. Fino all’inizio di questa indagine epica e disperata dove più che mai Bramard avrà bisogno di Vincenzo Arcadipane, l’allievo, l’amico di sempre.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Corso Bramard è stato il commissario più giovane d’Italia. Meditabondo, insondabile, introverso eppure capace di intuizioni prossime alla chiaroveggenza. Fino a quando un serial killer di cui seguiva le tracce ha rapito e ucciso la moglie Michelle e la piccola Martina. Da allora sono passati vent’anni. Corso vive in una vecchia casa dimessa tra le colline, insegna in una scuola superiore di provincia e passa gran parte del tempo arrampicando da solo in montagna, spesso di notte e senza sicurezze, nell’evidente speranza di ammazzarsi. Perché, come suole ripetere, “non c’è nessuna vita adesso”. Eppure qualcosa è rimasto vivo in lui: l’ossessione, coltivata con quieta fermezza, di trovare il suo nemico. Il killer che ha piegato la sua esistenza e che continua a inviargli i versi di una canzone di Leonard Cohen. Diciassette lettere in vent’anni, scritte a macchina con una Olivetti del ’72. Un invito? Una sfida? Ora quell’avversario che non ha mai commesso errori, sembra essere incappato in una distrazione. Un indizio fondamentale. Quanto basta a Corso Bramard per riprendere la caccia, illuminando una scena popolata da personaggi ambigui e potenti, un dedalo di silenzi che conducono là dove Corso ha sempre cercato il suo appuntamento, e il suo destino.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ballata di un amore italiano</title>
		<link>https://www.davidelongo.com/libri/ballata-di-un-amore-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 16:30:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>– Smettila, ci guardano tutti!<br />
– E chi se ne importa! Che rosichino. Tu però<br />
stammi sempre vicino.<br />
Lei lo guarda.<br />
– Non potrei fare diversamente.<br />
– Sì che potresti.<br />
– No che non potrei.<br />
– Allora sono contento.<br />
– Allora sono contenta anch’io.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un ballo all’aperto. Fine estate. Un’orchestrina che suona vecchi pezzi anni sessanta. Checco e Renata dondolano tra le coppie, belli, complici, divertiti. E’ molto tempo che non vanno a ballare, ma stasera hanno deciso di prendersi una serata tutta per loro: nulla da festeggiare in particolare, solo la semplice felicità di stare insieme. Sulle note delle canzoni che hanno scandito la loro storia, si rivedono poco più che ventenni in un’Italia che decollava: Checco giovane ingegnere in carriera, Renata studentessa, poi insegnante. Guardandosi negli occhi ricordano il loro primo incontro, le gite al mare sulla decapottabile di lui, gli amici, i genitori, le nozze e poi la vita insieme: la vita felice di una coppia colta, innamorata, invidiata. Ma c’è una voce misteriosa a fare da controcanto. E’ lei a raccontare in rima le zone d’ombra delle loro esistenze, intrecciate a quelle del paese. Una voce che nessuno sembra sentire, tranne Renata, o che forse nessuno vuole ascoltare. La voce di un uomo che nessuno vede o che nessuno forse vuole vedere. Perché ha il dono.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il mangiatore di pietre</title>
		<link>https://www.davidelongo.com/libri/il-mangiatore-di-pietre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 16:00:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>"Un universo paesano capace di sentimenti ancestrali e crudeli. Un romanzo di figure che parlano soprattutto con gli sguardi. E di silenzi Il mangiatore di pietre è un noir ruvido e incalzante, scritto nel segno dei grandi autori italiani del secolo appena concluso.<br />
Un romanzo essenziale e grandioso, come le valli e le montagne in cui è ambientato". <br />
Ermanno Paccagnini, Corriere della Sera</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle acque di un torrente in fondo a una scarpata, in una valle del Piemonte, affiora il cadavere di un uomo: qualcuno lo ha fulminato con due colpi di fucile. Il corpo è quello di Fausto, trentenne pregiudicato. A ritrovarlo è Cesare, che tutti chiamano il Francese perché ancora bambino fu costretto a emigrare a Marsiglia. Tornato alle sue montagne, ha ereditato dallo zio un &#8220;mestiere&#8221; antico, tutt&#8217;altro che legale. Un mestiere fatto di risalite notturne, silenzi, fatiche. Cui ha iniziato, giovanissimo, proprio Fausto. Inizia con un omicidio, come ogni giallo che si rispetti, ma in questo romanzo il delitto è il modo per far emergere i rapporti tra le persone, le amicizie, gli odi e i tradimenti di una piccola comunità. Funziona proprio perché il delitto, con i suoi portati di esagerazione, non è lo scopo, il fine del racconto, ma una forma necessaria che non prevarica mai i personaggi. La lingua è asciutta come la storia che viene raccontata, le frasi sono brevi e secche, la trama si svela nei silenzi e nel non detto.</p>
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